Costiola oggi è una frazione del comune di Costa di Rovigo ma ha sempre avuto una storia differente. La conformazione geografica del territorio, già in epoca medioevale, portò alla nascita di due entità abitative. L’Adige (dal ‘500 chiamato Adigetto) al tempo aveva una portata d’acqua considerevole e segnò in modo netto la storia dei due centri sorti sulle rive opposte del fiume. Mentre a Costa si insediarono i benedettini di san Cipriano, dall’altra parte dell’Adige il territorio di Costiola fu segnato dalla presenza dell’ordine religioso ospitaliere e militare di san Giovanni di Gerusalemme, sovrano di Rodi e di Malta. L’ordine svolgeva compiti assistenziali a favore di pellegrini, ammalati e poveri. Anche in epoca estense si ha una netta distinzione amministrativa tra le due comunità. Costa, insieme a Fratta, Villamarzana, Arquà e Grignano era sotto il controllo della podestaria di Rovigo mentre Costiola e Villanova del Ghebbo sotto quella di Lendinara. Un successivo passo verso la maggiore autonomia si ha nel Seicento, quando gli abitanti di Costiola chiesero al vescovo di Adria Lorenzo Laureti l’autorizzazione a organizzarsi in comunità religiosa indipendente. La costruzione della chiesa dedicata a San Rocco, agli inizi del Seicento, rafforzò l’identità di Costiola. Gli abitanti che contribuirono alle spese per la gestione della parrocchia avevano il privilegio di nominare il parroco. La frazione di Costiola si unisce amministrativamente a Costa solo nel 1814, sotto la dominazione austriaca. Don Enos Mazzetti, che rimase parroco di Costiola fino al 1985, contribuirà a rendere unica questa comunità rispetto a quella di Costa in quanto non accettava l’ora legale e batteva mezzogiorno seguendo l’ora solare. Così Costa aveva due rintocchi di campane ad orari diversi.