COSTA di ROVIGO
COSTA di ROVIGO
Municipio

Le prime notizie su Costa si hanno nel 1115, quando il nobile Folco d’Este con atto notarile donava all’Abbazia di San Benedetto Po un terreno di 20 mansi. Il terreno in questione era situato presso il fiume Adige – ora Adigetto – “in loco ubi dicitur Costa”. In questo modo si insediarono a Costa i benedettini del monastero veneziano di San Cipriano di Murano, che dipendeva direttamente da quello di San Benedetto Po (o san Benedetto in Polirone). Nei decenni successivi alla donazione i benedettini di San Cipriano di Murano si insediarono a Costa e secondo la tradizione dell’ordine “ora et labora” avviarono lavori di sistemazione del terreno e numerosi interventi di bonifica. Gradualmente è cresciuto il numero degli abitanti, sono state realizzate abitazioni, l’economia ebbe una ripresa. La vitalità del piccolo centro risvegliò gli interessi da parte sia dell’Abbazia di Pomposa, sia dei discendenti di Folco d’Este, dando adito delle vertenze. Nel periodo veneziano fu caratterizzata da un aumento della popolazione e da una fiorente vita sociale. Si pensi che verso la metà del ‘500 Costa, senza contare Costiola, contava circa 2.400 abitanti. Nel 1548 Rovigo contava 2.473 abitanti e Adria 1591. Nel passaggio tra periodo napoleonico e quello austriaco si ricorda la figura di don Giuseppe Scardona, che chiamato a Lione con il nobiluomo lendinarese Gian Battista Conti, morì durante il viaggio. A metà dell’Ottocento importante fu la realizzazione della linea ferroviaria e nel Novecento la creazione dello zuccherificio, grazie allo sviluppo degli studi della barbabietola da zucchero, effettuati dal concittadino Ottavio Munerati, che ebbe fama internazionale. Costa annovera anche altri personaggi famosi nelle persone del garibaldino Angelo Incao, del medico Francesco Scardona, dell’insegnante Anna Osti. Oggi Costa comprende anche la frazione di Costiola, con la chiesa di san Rocco. Fino al secondo dopoguerra le due comunità erano divise dal fiume Adigetto, oggi interrato e sul quale è stata realizzata la piazza principale.

COSTIOLA

Costiola oggi è una frazione del comune di Costa di Rovigo ma ha sempre avuto una storia differente. La conformazione geografica del territorio, già in epoca medioevale, portò alla nascita di due entità abitative. L’Adige (dal ‘500 chiamato Adigetto) al tempo aveva una portata d’acqua considerevole e segnò in modo netto la storia dei due centri sorti sulle rive opposte del fiume. Mentre a Costa si insediarono i benedettini di san Cipriano, dall’altra parte dell’Adige il territorio di Costiola fu segnato dalla presenza dell’ordine religioso ospitaliere e militare di san Giovanni di Gerusalemme, sovrano di Rodi e di Malta. L’ordine svolgeva compiti assistenziali a favore di pellegrini, ammalati e poveri. Anche in epoca estense si ha una netta distinzione amministrativa tra le due comunità. Costa, insieme a Fratta, Villamarzana, Arquà e Grignano era sotto il controllo della podestaria di Rovigo mentre Costiola e Villanova del Ghebbo sotto quella di Lendinara. Un successivo passo verso la maggiore autonomia si ha nel Seicento, quando gli abitanti di Costiola chiesero al vescovo di Adria Lorenzo Laureti l’autorizzazione a organizzarsi in comunità religiosa indipendente. La costruzione della chiesa dedicata a San Rocco, agli inizi del Seicento, rafforzò l’identità di Costiola. Gli abitanti che contribuirono alle spese per la gestione della parrocchia avevano il privilegio di nominare il parroco. La frazione di Costiola si unisce amministrativamente a Costa solo nel 1814, sotto la dominazione austriaca. Don Enos Mazzetti, che rimase parroco di Costiola fino al 1985, contribuirà a rendere unica questa comunità rispetto a quella di Costa in quanto non accettava l’ora legale e batteva mezzogiorno seguendo l’ora solare. Così Costa aveva due rintocchi di campane ad orari diversi.

CITTADINI FAMOSI

GIOVANNI FRANCESCO SCARDONA

Tra i personaggi importanti nati a Costa non si può non citare Giovanni Francesco Scardona, che si distinse nel campo della medicina. L’illustre medico nacque a Costiola nel 1718. Studiò dapprima a Monselice e quindi a Padova. Nel 1737 conseguì la laurea in medicina e filosofia. Successivamente si specializzò a Padova e a Bologna. Tornato a Costiola avviò uno studio medico frequentato non solo da pazienti del paese ma anche da persone provenienti da Rovigo, dal padovano e dal ferrarese. Nel 1749 si sposò con Domenica Navarro ed ebbe tre figli: Angelo Maria, Giuseppe Maria e Giulia. Pubblicò diverse opere di medicina e nel 1781 venne invitato ad assumere la cattedra di medicina primaria presso il famoso Ateneo Patavino, ma Scardona preferì continuare la professione. Morì a Costiola il 6 settembre del 1800.

Un garibaldino di nome Angelo Incao

Costa può vantare di aver dato i natali a un garibaldino: si tratta di Angelo Incao. Nella prima metà dell’Ottocento, pur non disponendo di molte fonti documentali, si può supporre che anche a Costa si sia sviluppato un movimento antiaustriaco che portò a numerose fughe di giovani per l’arruolamento nell’esercito piemontese o nelle file dei garibaldini. Fu il caso di Angelo Incao nato a Costa il 9 giugno del 1837 da Domenico e Teresa Fabioti. Il periodo più importante del patriota polesano è costituito dalla partecipazione all’impresa garibaldina, quale sergente nella I Compagnia dei Cacciatori delle Alpi. Dopo lo sbarco a Marsala partecipò all’impresa siciliana e durante l’entrata a Palermo fu ferito alla gamba destra. Una volta ristabilitosi partecipò nuovamente alle battaglie nel continente. Garibaldi lo nominò sottotenente di fanteria. Nel 1866 partecipò alla campagna di guerra arruolandosi nel 2° Reggimento di Volontari Italiani. Morì a Costa il 10 aprile del 1883.

ANNA OSTI

Nacque a Costa il 21 gennaio del 1848 da Angelo e Antonia Zerbinati. Si trattava di una famiglia molto benestante per l’epoca e ciò permise alla giovane di acquisire un grado di istruzione superiore alla media. Dedicò la sua vita all’insegnamento e alle opere caritatevoli. Non si sposò e visse assorbita quasi completamente nella missione educativa. Divenne ben presto catechista e animatrice di associazioni giovanili cattoliche. Nei primi anni del Novecento, con una parte della sua eredità, fece costruire l’asilo di Costa che porta il suo nome. Nel 1914 vi fu l’inaugurazione: agli inizi dell’attività fu presente accanto alle suore nella gestione didattica e organizzativa della struttura. Per questo motivo viene considerata madre di intere generazioni che si formarono in questo ambiente. Si spense il 21 dicembre del 1922 e fu sepolta nel cimitero di Costa.

OTTAVIO MUNERATI