COSTA di ROVIGO
COSTA di ROVIGO
Chiesa di S Giovanni Battista

La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista viene edificata tra il 1163 e il 1167 grazie alle decime concesse ai benedettini dal vescovo di Adria Vitale Milanese. La facciata principale presenta un’unica entrata incorniciata da quattro lesene, elementi decorativi a forma di pilastro che sporgono dalla parete, senza funzione portante. Un secondo elemento architettonico di forma rettangolare e l’ampio timpano completano la struttura architettonica. Sopra l’ingresso principale è ubicata una nicchia con la statua del santo Giovanni. Internamente presenta un’unica navata ed è dotata di fonte battesimale, dell’altare maggiore e di quattro altari minori e d un campanile eretto nel 1561. L’ampia navata centrale conduce all’ambone, luogo in cui si proclama la parola di Dio, e all’altare maggiore al centro del presbiterio.

Il campanile attualmente ospita 6 campane. Il concerto originario è stato fuso nel 1881 dalla fonderia Cavadini di Verona, e inaugurato il 30 maggio dello stesso anno.

STORIA

La Chiesa parrocchiale venne edificata tra il 1163 e il 1167 grazie alle decime concesse ai benedettini dal vescovo di Adria Vitale Milanese. Il vescovo volle che  fosse alle dipendenze del priore di San Cipriano, abbazia di Murano. I monaci si adoperarono per costruire questo luogo sacro: della donazione e della costruzione si trova conferma nella lapide posta sopra l’entrata del battistero. Nel 1300 la chiesa fu ricostruita, come attesta l’iscrizione posta sopra la porta di ingresso: “Sappi o lettore che nel 1300 dalla nascita del Signore, che tutto governa con sapienza, Morando abate di San Cipriano di Murano edificò questa chiesa…”  Il priorato di San Cipriano di Murano, divenuto  abbazia nel 1219, provvide fino al XV secolo alla nomina dei rettori della chiesa. Nel 1560 l’abbazia muranese fu inglobata nel patriarcato di Venezia e la parrocchia di Costa seguì la stessa sorte. Infatti, con l’abate Giovanni Trevisan, divenuto nel 1559 patriarca di Venezia, l’onere della chiesa di Costa passò al patriarcato veneziano. Nel 1945 il patriarca Piazza rinunciò al suo diritto e Costa passò alla diocesi di Adria. Nel 1946 don Giuseppe Casazza fu nominato non più “vicario perpetuo” bensì parroco e fu così il primo parroco di Costa.

SACRA SPINA

SACRA SPINA DI COSTA

 

“… e i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo” – Giovanni 19,2

La Sacra Spina è una reliquia donata dal patriarca di Venezia monsignor Giovanelli alla comunità nel 1790: è conservata all’interno di un tabernacolo su uno degli altari minori della chiesa. DA CHIEDERE AL PARROCO

La reliquia della Sacra Spina è legata alla passione di Cristo e alla sua incoronazione con un fascio di spine tenute ferme da un cerchio di giunchi. Dal punto di vista storico l’interesse e il recupero di tutto ciò che fece parte della passione del Cristo avvenne dopo l’editto di Milano (313 d.c.), quando l’imperatore Costantino concesse la libertà di culto ai cristiani. La corona di spine fu menzionata nell’opuscolo dedicato al cardinale Pietro La Fontaine, secondo questa fonte storica sarebbe stata conservata nel vano di una parete a Gerusalemme. Nel 1095 la corona fu portata a Costantinopoli e conservata nella Cappella del Palazzo imperiale. Il re Baldovino II di Costantinopoli (1217 – 1274) chiese sostegno a Luigi IX, re dei Francesi: la corona divenne un oggetto di scambio tra i due. Quando il re francese inviò due frati domenicani a ritirarla, la corona era stata ceduta ai Veneziani, nei confronti dei quali Baldovino II aveva un grosso debito. Il re francese decise di sanare tale debito per portare in patria la sacra corona, che oggi è conservata a Notre Dame de Paris. Le spine venerate con garanzia di autenticità sono all’incirca 75 (questo è emerso dalla comparazione e dallo studio della sacra sindone). Delle circa 160 conservate in Italia, molte sono ritenute “appositae”, ossia toccate e accostate alle vere spine. La Sacra Spina di Costa faceva parte del Tesoro di San Marco a Venezia e fu presumibilmente staccata, come altre, nel periodo in cui, nel 1239, era in attesa di essere riscattata dai francesi.

Una campana del campanile è dedicata alla Sacra Spina con l’immagine della Corona. In essa è impressa la seguente invocazione:
“Per tuam Sacratissimam Spineam Coronam popolum tuum Costae a fulgore et tempestate libera nos Domine” –
“Per intercessione della tua Sacra Corona di Spine, o Signore, libera il tuo popolo di Costa dalla folgore e dalla tempesta”.
Si narra che la campana della Sacra Spina veniva suonata prima di ogni cupo temporale, al fine di preservare la popolazione di Costa dai danni e dalla pericolosità dei temporali.

S. GIOVANNI BATTISTA

Giovanni, detto il Battista (Ain Karem, 24 giugno fine I secolo a.C. – Macheronte, 29 agosto tra il 29 e il 32 d.C.) è stato un antico predicatore ebreo. Si tratta di una delle personalità più importanti dei Vangeli, venerato da tutte le chiese cristiane. Giovanni Battista è il santo più raffigurato nell’arte sacra, solitamente rivestito da pelli d’animale, con un bastone che termina a forma di croce. Talvolta viene raffigurato bambino, che gioca con Gesù, coetaneo, sempre rivestito con la pelle di pecora. A parlarci di lui sono gli evangelisti: suo padre Zaccaria era sacerdote del Tempio e sua madre Elisabetta era di famiglia sacerdotale, discendente da Aronne (entrambi santi, tradizionalmente ricordati il 23 settembre). Giovanni il Battista si ritirò a vita ascetica nel deserto, fino all’età di 28 o 29 anni, quando lungo il fiume Giordano iniziò la sua missione annunciando l’avvento del Messia. Moltissima gente, da tutta la Giudea, si recava ad ascoltarlo e in segno di purificazione si immergeva nelle acque del fiume Giordano. Per questa motivazione fu chiamato il “Battista”. Il santo morì per decapitazione. Tra tutti gli edifici religiosi dedicati alla figura del santo, quello principale è la basilica di san Giovanni in Laterano, a Roma.