GIOVANNI FRANCESCO SCARDONA
Tra i personaggi importanti nati a Costa non si può non citare Giovanni Francesco Scardona, che si distinse nel campo della medicina. L’illustre medico nacque a Costiola nel 1718. Studiò dapprima a Monselice e quindi a Padova. Nel 1737 conseguì la laurea in medicina e filosofia e successivamente si specializzò a Padova e a Bologna. Tornato a Costiola avviò uno studio medico frequentato non solo da pazienti locali ma anche da persone provenienti da Rovigo, dal padovano e dal ferrarese. Nel 1749 si sposò con Domenica Navarro ed ebbe tre figli: Angelo Maria, Giuseppe Maria e Giulia. Pubblicò diverse opere di medicina e nel 1781 venne invitato ad assumere la cattedra di medicina primaria presso il famoso Ateneo Patavino, ma Scardona preferì continuare la professione nel suo paese. Morì a Costiola il 6 settembre del 1800 e fu sepolto dietro l’altare maggiore della Chiesa di San Rocco di Costiola.
IL GARIBALDINO ANGELO INCAO
Costa può vantare di aver dato i natali a un garibaldino: si tratta di Angelo Incao. Nella prima metà dell’Ottocento, pur non disponendo di molte fonti documentali, si può supporre che anche a Costa si sia sviluppato un movimento antiaustriaco che portò numerosi giovani ad arruolarsi nell’esercito piemontese o ad entrare nelle file dei garibaldini. Fu il caso di Angelo Incao nato a Costa il 9 giugno del 1837 da Domenico e Teresa Fabioti. Il periodo più importante del patriota polesano è costituito dalla partecipazione all’impresa garibaldina, quale sergente nella I Compagnia dei Cacciatori delle Alpi. Dopo lo sbarco a Marsala partecipò all’impresa siciliana e durante l’entrata a Palermo fu ferito alla gamba destra. Una volta ristabilitosi partecipò nuovamente alle battaglie nel continente. Garibaldi lo nominò sottotenente di fanteria. Nel 1866 partecipò alla campagna di guerra arruolandosi nel 2° Reggimento di Volontari Italiani. Morì a Costa il 10 aprile del 1883.
ANNA OSTI
Nacque a Costa il 21 gennaio del 1848 da Angelo e Antonia Zerbinati. Si trattava di una famiglia benestante per l’epoca e ciò permise alla giovane di acquisire un grado di istruzione superiore alla media. Dedicò la sua vita all’insegnamento e alle opere caritatevoli. Non si sposò e visse assorbita quasi completamente nella missione educativa. Divenne ben presto catechista e animatrice di associazioni giovanili cattoliche. Nei primi anni del Novecento, con una parte della sua eredità, fece costruire l’asilo di Costa che porta oggi il suo nome. Nel 1914 vi fu l’inaugurazione della struttura e agli inizi dell’attività fu presente accanto alle suore nella gestione didattica e organizzativa. Per questo motivo viene considerata madre di intere generazioni che si formarono in questo ambiente. Si spense il 21 dicembre del 1922 e fu sepolta nel cimitero di Costa.
OTTAVIO MUNERATI
Ottavio Munerati nacque a Costa di Rovigo il 19 aprile del 1875. Frequentò il liceo classico di Rovigo e in seguito la Scuola Superiore di Agricoltura di Portici (NA); si laureò nel 1896, a soli ventun anni.
A 24 anni, nel 1899, fu chiamato a sostituire il prof. Tito Poggi nella Cattedra Ambulante di Rovigo. Le Cattedre Ambulanti d’Agricoltura ebbero una fondamentale importanza nello sviluppo dell’agricoltura moderna soprattutto in pianura Padana. Nel 1914 fu chiamato alla direzione della Regia Stazione Sperimentale di Bieticultura di Rovigo, incarico che manterrà sino al 1949, anno del suo decesso. Nella Regia Stazione Sperimentale l’agronomo iniziò una fondamentale attività di selezione genetica della barbabietola per ottenere varietà più produttive.
Fu tra i primi a capire l’importanza della coltura industriale come potente volano per il progresso economico e sociale dell’agricoltura polesana e fu grazie alle sue ricerche che tra la fine dell’Ottocento e nel Novecento furono costruiti in Polesine ben 16 zuccherifici.
La sua attività di studio e ricerca continuò sino all’anno della sua morte, avvenuta il 18 giugno del 1949. Fu sepolto nel cimitero di Rovigo con funerali di Stato.