L’organo custodito nella Chiesa di San Rocco a Costa di Rovigo è stato costruito dall’organaro Gaetano Callido nel 1782 col numero d’opera 189. Lo strumento è collocato in cantoria sopra la porta d’ingresso ed è dotato di una tastiera di 45 tasti e una pedaliera di 18 note (la diciottesima nota corrisponde al rollante). L’ultimo restauro è avvenuto ad opera della ditta organaria Piccinelli nel 1988.
DISPOSIZIONE FONICA DEI REGISTRI
Principale bassi 8′ Voce Umana
Principale soprani 8′ Flauto in ottava
Ottava Flauto in duodecima
Decimaquinta Cornetta soprani
Decimanona Viola bassi
Vigesimaseconda Tromboncini bassi
Vigesimasesta Tromboncini soprani
Vigesimanona Contrabbassi
Divisione tra bassi e soprani re3/do3, tiratutti a manovella.
Gaetano Callido (1727-1813), nato ad Este in provincia di Padova, fu uno dei più grandi costruttori di organi italiani del XVIII secolo. Formatosi con Pietro Nacchini, nel 1762 iniziò la sua carriera indipendente. La sua attività si estese oltre la Repubblica Veneta, arrivando nelle Marche, in Romagna e persino a Costantinopoli. Nel 1766 rifecce gli organi della Basilica di San Marco a Venezia e nel 1770 fu nominato conservatore stabile degli organi. La sua produzione, con una media di dieci organi all’anno, lo portò a costruire oltre 400 strumenti. Callido adottò la meccanica a trasmissione diretta e registri separati per bassi e soprani, creando organi con una solida struttura e una facciata semplice. Dopo la sua morte, i figli Agostino e Antonio continuarono l’attività fino al 1830, quando la fabbrica passò a Giacomo Bazzani. I suoi organi sono ancora apprezzati per la loro qualità sonora e durata.